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A lezione sugli Italo-americani con Francesco Durante al Teatro Sancarluccio

A lezione sugli Italo-americani con Francesco Durante al Teatro Sancarluccio

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Lo spettacolo al teatro Sancarluccio di Napoli mette insieme musiche e canzoni per restituire la vera Little Italy e i suoi protagonisti. E non la tipica cartolina dello zio d’America!

Little Italy (“Piccola Italia”) è il più famoso dei sobborghi con popolazione italiana negli Stati Uniti e si trova a New York nella parte meridionale di Manhattan, uno dei cinque “distretti” (borough) che compongono la città. Un agglomerato di feticismo italico in un tripudio tricolore è l’immagine più gettonata della comunità italiana in terra d’America. E data la cospicua provenienza meridionale dei flussi migratori fine 800 inizio 900, alla figurazione folcloristica si aggiunge il dato gastronomico: nel campo bianco del tricolore trovò spazio la pizza col pomodoro, mentre il mandolino ne sottolineava tutta la napoletanità. Dalla metà del XX secolo, gli italo-americani hanno iniziato a trasferirsi in altri sobborghi cittadini più periferici e da allora l’estensione di Little Italy è andata riducendosi. Il sobborgo italiano confina con un altro dei maggiori sobborghi di immigrati, Chinatown.  Il sobborgo cinese ha assorbito buona parte di quella che una volta era Little Italy. Allo stesso modo a nord in prossimità di Houston Street, l’area che una volta era occupata da Little Italy ha perso il suo aspetto tipicamente  italiano. La parte di Mulberry Street, lungo la quale si allineano i negozi italiani (in particolare i ristoranti), tra Broome Street e Canal Street, è quello che rimane della Little Italy di Manhattan. Pochi italiani risiedono ancora a Little Italy. Ogni anno, nel mese di settembre ha luogo la festa di San Gennaro, santo patrono di Napoli, che consiste in festa popolare della durata di circa due settimane con la processione lungo Mulberry Street.  A New York esistono altre Little Italy. Della storica presenza italiana a East Harlem, conosciuto una volta come Italian Harlem, rimangono poche presenze italiane. Il Bronx ha la sua Little Italy lungo Arthur Avenue. La popolazione di origine italiana risiede per lo più a Brooklyn dove esiste un vero sobborgo italo-americano, Bensonhurst, e in misura ancora maggiore a Staten Island (nel borough di Staten Island la popolazione di origine italiana raggiunge il 44%).

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Lo spettacolo di Francesco Durante “Una notte a little Italy”, tratto dai suoi scritti e studi sulla cultura italoamericana, mette in evidenza la reale eredità artistica e culturale lasciata dai primi emigranti in cerca di fortuna. Attraverso un collage musicale verranno prposte canzoni italo-americane dagli anni Dieci del Novecento fino alla stagione dei grandi crooner anni Cinquanta e Sessanta. Francesco Durante, abile e ironico narratore, racconta i brani, introducendo lo spettatore nel contesto storico dell’emigrazione italiana in America. Operazione necessaria perchè non tutti i significati sono evidenti in superficie, occorre fare luce spiegando il senso di alcuni riferimenti di non immediata intelligibilità. Il racconto si sofferma poi sul linguaggio, che in molti dei brani proposti è il risultato di una divertente ibridazione fra dialetti meridionali e inglese americano.  Sarà la giusta occasione per dare conto, al di là delle tristi e lacrimose retoriche tradizionali sugli emigranti, per raffigurare un mondo sostanzialmente sconosciuto, che, al contrario, è il luogo dove è avvenuta una vera e propria rinascita, sociale ma anche creativa, per milioni di italiani che in patria avrebbero sofferto povertà e disagio. A questo proposito lo spettacolo propone dal vivo canzoni e macchiette di Eduardo Migliaccio, Tony Ferrazzano, Giuseppe De Laurentiis, Alfredo Bascetta, Guglielmo Onofri, Rosina Trubia Gioiosa, Rocco De Russo e Perry Como. A corredare il recital un video con un cartone animato di Betty Boop del 1931 (che ha per colonna sonora una delle canzoni), la prima esecuzione di “That’s Amore” con Dean Martin e Jerry Lewis nel film “The Caddy” e un omaggio ad un italo-americano più recente e non meno importante, come Frank Zappa, con le immagini di Bobby Brown, in onorare il ventennale della morte. Alcuni richiedono una intepretazione decisamente teatrale, la cui interpretazione sarà affidata a Tony Laudadio. Comparto musicale a cura di Federico Odling (violoncello) e Vittorio Ricciardi (flauto traverso).

sancarluccio

6 marzo, 2014

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