PRODUZIONE

In Scena srl in collaborazione con La Falegnameria dell’Attore presentano
FRANCO OPPINI
GIGLIOLA DE FEO
Gianni Rodari un’intuizione fantastica
da un’idea di Gigliola De Feo
scritto e diretto da Luca Pizzurro

Sinossi
Ci sono notti che durano una vita.
Con gli occhi chiusi le immagini e i suoni escono fuori dal vaso dei ricordi.
Sono immagini semplici e suoni spesso ovattati: il rassicurante accarezzare della pagina di un libro tra l’indice ed il pollice della mano di mio padre, il calore di una coperta di lana fatta ai ferri in un impro-babile accostarsi di colori, testimonianze evidenti di tanti gomitoli quasi finiti che non si dovevano, non si potevano, buttare.
Il calore delle guance che piano piano diventava sempre più forte, arrossendo la pallida pelle, complici il latte caldo della sera e la voce di mio padre, calda come il latte, colorata come quella coperta, rassicu-rante come quello sfregarsi di dita su quel foglio, scrigno segreto di mondi fantastici, contenitore prezio-so di storie avvincenti e personaggi a cui assomigliare, in quelle magiche notti in cui mio padre mi rac-contava le favole prima di andare a dormire.
Gianni Rodari ha occupato gran parte del suo tempo, come solo un visionario sa fare, a sottolineare l’importanza di questo gesto antico, semplice e necessario al tempo stesso: leggere le favole ai bambini. E, paradossalmente, ad aver bisogno di questo “dono” non era tanto il bambino, quanto l’adulto, perché il bambino in fondo, diceva lui, ha una fantasia così sfrenata che anche se suo padre non gli racconta le favole, nei suoi sogni, riesce lo stesso a costruirsi mondi fantastici; l’adulto no. Imprigionato dalla logica, incastrato nella razionalità, non ha grandi possibilità per “intuizioni fantastiche”. E allora leggere una storia ad un bambino, per un adulto, è fare un regalo a se stesso, una carezza al cuore, un balsamo risto-ratore, capace di raggiungere le parti più fanciullesche del proprio io.
Lo spettacolo “Gianni Rodari, una intuizione fantastica” racconta la storia di un uomo qualunque, che ha saputo però guardare oltre, verso quella infanzia spesso repressa dal mondo dei grandi, dalla quale invece ha tratto linfa, nutrimento, per alimentare un cuore adulto, il suo, attraverso i battiti sgrammaticati dei bambini. È una biografia, ma non solo, è più favole, ma non solo, è il racconto di un’epoca e di una so-cietà che ha avuto bisogno che il 23 ottobre del 1920, in un piccolo paesino piemontese, nascesse un uomo in grado di avere un’intuizione fantastica, grazie alla quale quella società avrebbe cominciato a trasformarsi.
Luca Pizzuro